COMPORTAMENTO IN PESCA

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COMPORTAMENTO IN PESCA

Messaggio  Mico7 il Lun Ott 18, 2010 11:08 am

Preparazione dell'uscita
Per evitare, o quanto meno ridurre le probabilità di scarse catture, prima dell'uscita occorre un minimo di preparazione.
Ovviamente la prima cosa è definire per quali prede.
La scelta è molto vincolata alla stagionalità ed al tipo di Bolentino che si intende svolgere.
Per chi ne ha la possibilità, è opportuno raccogliere notizie o verificare il tipo di pesce che sbarcano i pescherecci.
Fatta questa scelta si passa alla scelta della zona.
Per chi non ha conoscenze specifiche del tratto di mare dove si svolgerà la battuta restano solo due soluzioni :

Affidarsi ad itinerari descritti da altri ( vedi Indice degli itinerari di pesca ), verificando, dove possibile, che la descrizine sia aggiornata ad una data non troppo lontana.
Infatti un ottimo punto da Bolentino puo' essere rovinato in tempi anche brevi a causa di un eccessivo sfruttamento o dell'uso delle reti a strascico.
Scegliere il punto in base a quanto riportato dalle mappe nautiche.
Questa soluzione è la migliore dal punto di vista funzionale, infatti qualunque sia la zona scelta, si trovano, anche se a costi sostenuti, le rispettive mappe nautiche con indicazioni per la pesca sportiva.
Per contro spesso riportano indicazioni di diversi anni addietro che, spesso, non corrispondono alla situazione attuale.
Ovviamente l'ultimo punto è la preparazione delle lenze.
Molto spesso si sottovaluta questo aspetto, con il risultato di non avere un sufficente numero di lenze pronte e di doverle montare proprio nel momento migliore.
In linea di massima è opportuno preparare tre o quattro lenze con ami sia a gambo lungo per i vermi che a gambo corto per esca bianca ( quelli piu' in alto).
Analogamente occorre prevedere un certo numero di piombi orientativamente da 70 a 150/200 gr e alcuni braccioli già pronti per sostituire quelli che durante l'azione di pesca si fossero deteriorati.
Nella pesca a Bolentino, in particalore per le speci piu' diffidenti, i braccioli devono essere ben distesi in modo da non attorcigliarsi troppo alla lenza madre, cosa che purtroppo accade sempre anche utilizzando girelle doppie o triple e quando il filo è stato stirato piu' volte perde le proprie caratteritiche e deve essere sostituito.
I braccioli di riserva è opportuno che siano conservati su un supporto di forma allungata in modo da non fare pieghe troppo strette. Vannno benissimo le tavolette di sughero in vendita presso tutti i negozi di pesca, sono, invece, meno adatti i supporti circolari che hanno il vantaggio di occupare meno spazio ma ""viziano" il filo che, al momento dell'utilizzo, si svolge in volute circolari poco adatte ad una lenza per Bolentino.


In pesca
In generale chi ha già freqentato la zona ha memorizzato il punto mediamente piu' produttivo, quindi potrebbe ancorare senza troppe ricerche.
Procedendo alla minima velocità, arrivati sul punto, indicato dalGPS e confermato dall'ecoscandaglio, si mette in mare il pedagno, che servirà da riferimento e si procede contro vento per un tratto pari a circa 2 o 3 volte il fondale.
In questo punto si cala l'ancora ( da Bolentino, cioè a marre pieghevoli) e si puo' iniziare la pesca.
Per chi non ha un punto esatto conviene iniziare con una passata a scarroccio e mettere il pedagno nel punto dove si sono avute catture, procedendo poi come descritto.
In realtà i piu' esperti del Bolentino seguono sempre quest'ultimo sistema, anche se richiede piu' tempo, in quanto sanno che uno spostamento anche di pochi metri puo' compromettere la pescata, quindi è sempre bene verificare dove il pesce si è radunato.
Durante l'azione di pesca se le catture diminuiscono per troppo tempo si sposta l'imbarcazione, anche di poco, salpando un tratto della cima dell'ancora, quindi avvicinandosi al pedagno, o spostandone il fermo da una bitta ad un'altra dalla parte opposta, in questo caso si ha la rotazione della barca intorno al punto di ancoraggio permettendo di esplorare un settore.
Occorre, comunque, tenere presente che la preda piu' diffusa e piu' insidiata, cioè il Fraolino e le speci affini ( Mafrone o Fraolino bastardo) hanno un comportamento molto mutevole.
A volte sembra che non siano presenti invece stanno succhiando l'esca con molta delicatezza al punto che solo con canne estemamente sensibili e con poca corrente è possibile avvertirne la presenza, altre volte mangiano velocemente con piccoli colpetti ovattati.
Inoltre tutti i pesci sono curiosi e , a volte, per attirarli è sufficente spostare di poco l'esca richiamando la lenza con un movimento della canna verso l'alto.

FONTE:CHARTERPESCA.NET (TESTO

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