NODI SURFCASTING

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

NODI SURFCASTING

Messaggio  Carmelo1992 il Ven Lug 23, 2010 12:42 pm

LA TRECCINA NEL SURFCASTING

In condizioni di bassa turbolenza o con braccioli particolarmente sottili e lunghi risulta molto utile l'utilizzo di alcuni accorgimenti che serviranno a diminuire le possibilità di incontri ravvicinati trave-bracciolo. Il join è notevolmente efficace nell'eliminare le torsioni dei braccioli, tuttavia in molti casi bisogna ricorrere ad altri accorgimenti come la coda di topo e la treccina.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

IL JOIN

Come visibile nel primo disegno, bisognerà prima realizzare sulla girella un "nodo di base". Infilato il filo nella girella , si farà fuoriuscire uno spezzone di circa 20 cm, successivamente, come in figura, si ripiegherà il filo nel verso della girella e dopo aver realizzato un paio di spire si farà passare il filo rimasto nel foro dell'asola che si era formata e ,infine,si stringerà il nodo.
Realizzato questo nodo si dovranno intrecciare i due fili cercando di realizzare un intreccio molto stretto. Si concluderà il lavoro con un altro nodo che si otterrà formando un'asola con i due fili, facendoli passare per due volte all'interno della stessa e infine, dopo aver opportunamente lubrificato con la saliva, stringendo il tutto. Per rendere il lavoro più semplice sarà conveniente bloccare la girella con un ago o un chiodo, affinché non ruoti mentre intrecciamo i due fili. La realizzazione della treccina senza girella si otterrà utilizzando come supporto un ago da vermi e eseguendo le stesse operazioni di prima. In conclusione , si tratta di un accessorio molto sofisticato e difficile da costruirsi, ma nel contempo estremamente utile.Realizzato questo nodo si dovranno intrecciare i due fili cercando di realizzare un intreccio molto stretto. Si concluderà il lavoro con un altro nodo che si otterrà formando un'asola con i due fili, facendoli passare per due volte all'interno della stessa e infine, dopo aver opportunamente lubrificato con la saliva, stringendo il tutto. Per rendere il lavoro più semplice sarà conveniente bloccare la girella con un ago o un chiodo, affinché non ruoti mentre intrecciamo i due fili. La realizzazione della treccina senza girella si otterrà utilizzando come supporto un ago da vermi e eseguendo le stesse operazioni di prima. In conclusione , si tratta di un accessorio molto sofisticato e difficile da costruirsi, ma nel contempo estremamente utile.

LA CODA DI TOPO

è una soluzione molto valida quando le condizioni del mare ci impediscono di pescare con dei braccioli particolarmente lunghi e sottili. La sua realizzazione è molto semplice.
Dovremo semplicemente unire fra loro più spezzoni di filo di differente sezione, con uno scarto di Ø 0,5 mediante un nodo blood-knot. Collegheremo infine il filo più sottile all'amo e il gioco sarà fatto. Il risultato sarà un bracciolo molto morbido che reagirà alla perfezione alla corrente, eviterà gran parte dei grovigli e, allo stesso tempo, sarà molto adescante.

IL FASTER

Questo terminale è particolarmente efficiente, trovando vasto utilizzo in tutte le situazioni. E' un calamento efficientissimo in condizioni di medio-alta turbolenza grazie alla sua naturale tendenza a disporsi in corrente, inoltre è molto apprezzato fra gli amanti del Pendulum(una tecnica di lancio). Il trave dovrà essere della stessa sezione dello shock-leader.
Il bracciolo dallo Ø 0,20 allo Ø 0,35 lungo al massimo un metro. Il collegamento trave/bracciolo sarà realizzato con il solito join. Le girelle in questo caso potranno essere un po' più grandi , se ovviamente avremo intenzione di forzare il lancio. Si tratta certamente di un terminale con notevoli caratteristiche idrodinamiche e aerodinamiche che garantisce quindi delle gittate notevoli.


IL JOIN

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Il join è praticamente uno snodo realizzato con vari accessori.
Il compito del join è fondamentalmente quello di evitare che il bracciolo entri in contatto col trave, sia in fase di lancio che di attesa, a causa della turbolenza.
In condizioni di medio/alta turbolenza il problema fondamentale è costituito dalle correnti, che inevitabilmente impediscono ai fili molto sottili di lavorare correttamente facendoli aggrovigliare con il trave. Al contrario in condizioni di bassa turbolenza l'utilità del join sta nel permettere l'utilizzo di fili più sottili del necessario, eliminando tutte le torsioni in fase di lancio. L'utilizzo della treccina associata al join costituisce, infine, la scelta più appropriata in quasi tutte le situazioni. Per realizzare uno snodo tipo join è sufficiente procurarsi alcune perline forate di dimensione ridotte) e qualche girella. Una volta inserite perline e girella in serie (come si vede in figura in alto) basterà realizzare alle due estremità delle perline due nodi semplici fissandoli con della colla cianoacrilica e il gioco sarà fatto. L'unica attenzione da porre sarà di lasciare fra una perlina e l'altra tre, quattro millimetri per permettere alla girella di ruotare senza attriti.
In condizioni di medio/alta turbolenza ad un join di questo tipo sarà necessario associare una treccina, invece quando il mare sarà piuttosto calmo la soluzione migliore si otterrà sostituendo alla girella la treccina.

IL PATERNOSTER SUFRCASTING

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Questo terminale di semplice realizzazione risulta
particolarmente indicato in condizioni di media e alta turbolenza. Il trave, realizzato con nylon dello stesso spessore dello shock -leader, dovrà essere lungo da un minimo di 80 cm a un massimo di 150 cm: il suo compito sarà, infatti, quello di impedire ai due braccioli di accavallarsi.
A tale scopo consiglio di porre i due braccioli ad un distanza minima pari alla loro lunghezza.
I braccioli, lunghi dai 20 ai 70 centimetri, saranno realizzati con un filo di sezione variante tra Ø 0.25 ai Ø 0,60. Infine i collegamenti trave/bracciolo verranno realizzati con degli appositi Join scelti in funzione della turbolenza.

IL TERMINALE A DUE AMI

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Questo terminale si dimostra particolarmente efficiente in tutte quelle situazioni caratterizzate da un'elevata mangianza da parte dei nostri amici pinnuti. La presenza dei due ami , infatti , aumenta notevolmente le probabilità di abboccata. Per la sua costruzione dovremo avvalerci di tutti gli accorgimenti che conosciamo, con lo scopo di utilizzare braccioli più sottili possibile; il biamo , infatti , esplica al meglio tutte le sue potenzialità in condizioni di medio/bassa turbolenza. Il trave, della lunghezza di 180-200 cm , sarà realizzato, come al solito, con filo della stessa sezione dello shock-leader. Il bracciolo superiore, lungo 50-60 cm, sarà realizzato con del filo di sezione ridotta, arrivando ad un massimo di Ø 0,20; il bracciolo inferiore, lungo 100-120 cm e con una sezione massima di Ø 0,18, sarà invece realizzato molto accuratamente con una struttura a coda di topo oppure rinforzato con una treccina lunga almeno 15 cm. Particolare attenzione dovremo porre , infine , allo snodo del bracciolo superiore che realizzeremo con un join del secondo tipo.

TERMINALE BI-AMO

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Ecco un terminale che riunisce la versatilità di un doppio amo, con la possibilità di due esche diverse, alla mobilità di un monoamo a braccio lungo. Si lega allo snodo sul trave uno spezzone di nylon lungo un metro. Al capo opposto di questo braccio si annoda una piccola girella. Quindi si prende un altro spezzone di filo lungo quaranta centimetri, e si ricopre la sua parte centrale con un tubetto di silicone lungo venti. Quindi si infila il tutto nell'occhiello rimasto libero della girellina e si bloccano i due capi del tubetto incollando due piccole perline. Alle due estremità di quella che ora è diventata una forcella si legano due begli Aberdeen. Questo calamento ha un potere di richiamo eccezionale, rende bene sui pesci medi e su quelli grossi. A proposito di esche una delle accoppiate più convincenti e il filetto di sardina con l'americano. Ma anche una testa e un filetto hanno il loro senso. Anche se di solito è il boccone più piccolo a catturare, è il più grosso e profumato che probabilmente ha richiamato e fatto avvicinare la preda. Bisogna aggiungere che si tratta di una montatura che oppone molta resistenza all'aria, quindi per essere lanciata lontano deve necessariamente essere fissata a un bait clip, preferibilmente del tipo impact shield, i cosiddetti ombrellini. Non ho volutamente annotato le misure di ami e lenze perché ognuno può adattarle ai pesci e alle situazioni del momento.
Un calamento molto simile si e visto e utilizzato moltissimo durante l'ultimo mondiale in Irlanda.

Carmelo1992

Messaggi : 3
Data d'iscrizione : 14.07.10

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum