IL PESCE SERRA la sua BIOLOGIA e la CATTURA

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IL PESCE SERRA la sua BIOLOGIA e la CATTURA

Messaggio  Surfcasting Calabria il Sab Ago 27, 2011 7:44 pm

Breve descrizione della specie

Unico rappresentante della Famiglia dei Pomatomidi, il Pesce serra (Pomatomus saltator) è un vorace predatore che negli ultimi anni, probabilmente a seguito del riscaldamento delle acque, si mostra sempre più di frequente in alcune località costiere, come ad esempio quelle della regione laziale e sicula. Il nome è dovuto alla formidabile dentatura che possiedono le sue possenti mascelle; i denti infatti sono molto affilati e di forma triangolare. Spesso trancia di netto, a metà, le sue prede. Il colore è grigio metallico – verdastro con qualche sfumatura oro, intenso sulla regione dorsale e si schiarisce molto dai fianchi fino al ventre che si presenta pressoché bianco uniforme. Specie dalle abitudini gregarie predilige le acque calde, per cui, nella stagione che va da maggio ad ottobre si avvicina molto spesso sottocosta per poi allontanarsene nel periodo freddo. Molto comune nelle aree portuali dove trova cibo in abbondanza e nelle foci dei fiumi dove riesce a tollerare le ampie fluttuazioni termiche e saline caratteristiche di questi ambienti particolari. Le sue carni, nonostante siano buone, non sono considerate pregiate in tutte le nostre regioni. Talvolta, nonostante i caratteri distintivi piuttosto evidenti, può essere venduto fraudolentemente come spigola. La taglia comune è di qualche Kg, ma in casi eccezionali ha superato i 12 Kg di peso.


TUTTO SUL SERRA

Incominciamo a dire che il Pesce Serra è un pesce predatore, qui dalle mie parti, appare nel periodo che và da maggio-giugno fino ad oltre il mese di ottobre, poi si allontana al largo per riapparire lungo la costa in primavera. Possiede mascelle molto forti, come solo ben pochi predatori anno, con denti aguzzi e taglienti per cui per la sua cattura è previsto un terminale in acciaio minimo 40 libre. ( 1 libra equivale a 450 grammi )
Il suo habitat qui da noi è prevalentemente nel porto, dove sicuramente trova parecchio da mangiare. È presente anche di fronte alle spiagge.
Gli spot nei quali i pesci accostano a poche decine di metri da riva, benché rari e circoscritti, esistono un pò dovunque, andare a caso non serve a niente, bisogna individuarli con precisione e andare a colpo sicuro.
Un’indicazione quasi sicura sulla presenza del pesce serra, capita anche di averla in spiaggia, magari senza rendersene conto, un colpo sicuro e forte, la canna che si piega, una mormora allamata e recuperata la notiamo tranciata a metà, di sicuro è il serra, quindi conviene provare. Abbiamo la certezza della sua presenza, vedendo la mormora tranciata di netto e senza nessuna striatura. Ecco ora vale la pena di provare un tentativo, sicuramente siamo vicini ad una foce, scogliera o dintorni di un porto.
La sua esca preferita a mio parere è l’aguglia, ecco perché si trova in contemporanea con l’arrivo di questi pesci, non disdegna neanche le piccole spigole, saraghi, occhiate, cefali etc. etc, e perché no anche di qualche orata ma di piccole dimensioni, diciamo che tutto quello che si muove in acqua è il suo cibo, a prescindere dal vivo, e considerando anche le sue abitudini di grufolare, nella sabbia, non disdegna neanche della sarda, e dell’ acciuga, e anche per qualche anellide di media grandezza, tipo americano, rimini e cosi via dicendo, questo per quanto riguarda le esche vive o morte, si puo’ catturare anche a spinning con gli artificiali, ma se snodato è ancora migliore, considerando anche che è sempre a caccia, si può catturare in ore diurne e notturne (devo precisare anche che è un ottimo combattente).
Comunque prendere un pesce serra dalla costa non è un sogno.
Dopo aver fatto una breve introduzione passiamo alla sua cattura con sistemi e tecniche diverse, sicuramente la cosa che piu’ interessa è la sua cattura.


Il Vivo
L’esca viva risulta essere sempre la migliore su tutto, pescando con il Lift ( teleferica ) sono molte le probabilità di catture, come esca n° 1 in assoluto metterei al 1° posto l’aguglia, poi il cefalo e poi tutti gli altri a seguire.
Il terminale deve essere di almeno 1.5 o al massimo di 2 metri, dando modo all’esca di muoversi comodamente, l’innesco va fatto per l’aguglia un amo in bocca, e uno sulla schiena, facendo attenzione alle parti vitali, quello sulla schiena sia per l’aguglia e sia per gli altri pesci esca va inserito a circa 2 millimetri sotto la pinna schienale.
Una volta lanciata l’esca non più lontano dai 2.5 -3 metri di profondità, lasciare almeno 4 – 5 metri di filo a bando, considerando che trancia a metà l’esca, un amo non basta devono essere almeno due, il filo a bando serve per far si che il serra abbia tutto il tempo di ingoiare l’esca ed anche il secondo amo, allora si che incominciano i fuochi di artificio.
Considerando che il serra la maggior parte sta nei porti, un’altro sistema di cattura, sarebbe con il palloncino, ( funziona ed è molto affidabile ) con esche vive o morte funziona ugualmente, in ogni caso usare questa tecnica, la mattina presto, quando le barche sono ancora ancorate, o la sera sul tardi, quando le barche sono rientrate, questo per evitare il trambusto delle barche, e fare un’ottima pescata senza nessun disturbo.
L’innesco con il palloncino avviene con una girella a tre, legando ad un occhiello, il palloncino, ad un altro occhiello il terminale con l’esca, e ad un altro anello la lenza madre che teniamo in mano in caso di ferrata, per poter recuperare, ( attenzione il terminale sempre in acciaio )



Il Morto
Qualsiasi esca morta può andar bene, il terminale adatto per le esche morte, e principalmente per la sarda, ( facilissima da trovare e a buon prezzo ) da usare nel porto, si usa usare un piombo sui 50 – 60 grammi legato ad un filo di almeno 2 metri, con asola da attaccare al moschettone della lenza madre, più un terminale sempre a due ami, legati in un filo in acciaio termosaldante, di circa 50 centimetri, che andremo ad allacciare ad un filo del 0.30 di circa 1,5 metri, che allacceremo allo stesso moschettone della lenza madre, insieme al filo con piombo, a questo punto inneschiamo la sarda, facendo attenzione di rompere con le mani la lisca dell’ultimo pezzo della sarda, dalla parte della coda in 2 – 3 punti, cosi facendo una volta lanciata la sarda, e stando a circa 2 metri di altezza, e considerando la corrente che si trova nei porti, la coda rotta tende ad ondeggiare dando la sensazione come se la sarda fosse viva, a questo punto non ci resta che aspettare, lo stesso vale anche con una bella alice, lo stesso metodo si può usare tranquillamente dalla spiaggia.

Spinning
Ecco questo è un altro sistema di cattura per il serra, considerando che stiamo parlando di un predatore-cacciatore, è quello che si muove in acqua lui lo attacca, i minnow sono ideali per questo tipo di pesca, bisogna usare minnow più o meno della lunghezza di almeno 10 – 15 centimetri, tutti i tipi di minnow vanno bene, pero’se consideriamo che la sua esca preferita e l’aguglia, dovremmo portare con noi anche dei minnow snodati, a 2 o 3 pezzi, che consiglierei al 100x100.
Attenzione!!! come detto in precedenza il serra è un ottimo combattente, quindi bisogna avere calma e sangue freddo, non illudiamoci che una volta abboccato siamo sicuri di salparlo, va lavorato e frizionato.


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Con la speciale collaborazione di Francesco Tiralongo ( Biologo marino ) per la parte biologica


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