DESCRIZIONE SPECIE D'ACQUA DOLCE PARTE 9

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DESCRIZIONE SPECIE D'ACQUA DOLCE PARTE 9

Messaggio  bigattino 92 il Gio Ott 28, 2010 8:01 am

Oggi descriveremo il persico o per meglio dire le varie specie di persico, infatti, ne esistono tre specie:


PERSICO REALE (Perca fluviatilis Linnaeus)
Famiglia: Percidae



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MORFOLOGIA:

il Persico reale ha corpo compresso ai lati, con una gibbosità dorsale; la prima pinna dorsale è provvista di 13-15 raggi spinosi con una macchia nera nella parte posteriore, la seconda pinna dorsale è sostenuta da raggi molli. La bocca è provvista di denti minuti. La livrea assume una colorazione variabile, generalmente verdastra, talora sfuma verso il blu o il giallo con 6-9 bande verticali più scure che dorsalmente possono dividersi in due rami; le pinne ventrali, la pinna caudale e quella anale spesso sono di colore rosso-arancio.

RIPRODUZIONE E ACCRESCIMENTO:

la maturità sessuale viene raggiunta a 2-3 anni nei maschi, mentre le femmine sono mature a 1-3 anni. La riproduzione si verifica tra marzo e luglio. Le uova vengono deposte (da 4.000 a 300.000) in nastri, generalmente in acque poco profonde e ricche di vegetazione, ma anche in acque profonde con fondo ghiaioso e p¡etroso; l'azione meccanica delle onde (provocate dai venti o, soprattutto, dalle imbarcazioni a motore) può provocarne facilmente il distacco dal substrato, rendendole oggetto di predazione. Alla schiusa, che si verifica dopo circa 10-15 giorni, le larve misurano circa 5 mm; gli avannotti sono subito in grado di nuotare attivamente per la ricerca di zooplancton di cui si nutrono. li pesce persico alla fine del primo anno presenta una lunghezza di circa 10 cm, mentre al secondo raggiunge gli 8-12 cm. La lunghezza massima è di circa 45-50 cm.

ALIMENTAZIONE:

è carnivoro. La dieta varia a seconda dell'età: allo stadio giovanile utilizza prevalentemente zooplancton, mentre successivamente preda piccoli organismi che vivono sul fondo dei fiumi e dei laghi (benthos) e pesci.

HABITAT:

il Pesce persico è frequente nei laghi e nei corsi d'acqua, sia nei tratti veloci che in quelli più lenti e profondi. La sua presenza è fortemente limitata dalla carenza di ossigeno e dall'inquinamento organico.

COMPORTAMENTO:

è di abitudini prevalentemente gregarie, notevolmente più accentuate nei soggetti giovani.

DISTRIBUZIONE:

il Pesce persico è una specie presente in tutta Europa, ad eccezione della Spagna. Nel passato era limitato alle acque dell'Italia settentrionale ma in seguito è stato diffuso dall'uomo in numerose altre località.




PERSICO TROTA (Micropterus salmoides Lacépède)
Famiglia: Centrarchidae





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Morfologia:

il Persico trota, come la maggior parte dei Centrarchidi, possiede una sola pinna dorsale molto lunga con una profonda incisura mediana; la parte anteriore è sostenuta da raggi spiniformi, quella posteriore, più alta, è sostenuta da raggi molli. La bocca è grande; la mascella inferiore è prominente, quella superiore si allunga fino a raggiungere il bordo posteriore dell'occhio. Il dorso e i fianchi presentano generalmente una colorazione verdastra, più chiara ai lati dove si possono osservare, soprattutto nei giovani, macchie più scure che tendono a volte a riunirsi in una banda longitudinale.

Riproduzione:

si riproduce da marzo a luglio, quando la temperatura dell'acqua supera i 180 C. Il maschio scava un nido nella ghiaia o nella sabbia; le uova ivi deposte vengono custodite e difese da eventuali predatori. Alla schiusa gli avannotti misurano circa 12 mm; dopo un anno raggiungono i 10 cm. Può arrivare eccezionalmente ad una lunghezza di 70 cm e ad un peso di 10 Kg. La maturità sessuale viene raggiunta a 2-3 anni.

Alimentazione:

molto vorace; da una dieta a base di invertebrati, passa, già a 5-6 cm, ad alimentarsi di piccoli pesci. Da adulto, oltre che pesci, preda anche rane e tritoni.

Habitat:

predilige acque ferme o a lento corso; è abbastanza frequente nei piccoli laghi ricchi di vegetazione.

Comportamento:

specie che accudisce alla prole difendendo strenuamente le uova e poi i nati dalle aggressioni dei rivali. Il maschio usa corteggiare la femmina per invitarla a deporre le uova nel nido.

Distribuzione:

originario dell'America settentrionale, fu introdotto in Italia (Lombardia) verso la fine dei secolo scorso. E' stato diffuso successivamente in altre regioni settentrionali e centrali, sia per l'importanza che è andato assumendo presso i pescatori sportivi, sia per la predazione equilibratrice che esso opera soprattutto nei confronti dei Ciprinidi.








PERSICO SOLE (Lepomiss gibbosus Linnaeus)
Famiglia: Centrarchidae





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Morfologia:

il Persico sole, che presenta alcuni caratteri (pinna dorsale, bocca) simili al Persico trota, si riconosce facilmente per la forma ovaleggiante. Il corpo è alto e schiacciato lateralmente, la bocca è piccola. Presenta una colorazione verde-oliva resa sgargiante da macchie arancio, bande azzurre sottili ai lati del capo e una vistosa macchia nera e rossa sui prolungamenti membranosi degli opercoli.

Riproduzione e accrescimento:

la riproduzione avviene nel periodo compreso fra la primavera avanzata (maggio) e l'estate (luglio-agosto). Le uova (1,5 mm di diametro) vengono disposte in una piccola buca sul fondo, preparata generalmente dal maschio a colpi di coda. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale viene raggiunta già al primo anno. Le dimensioni normali oscillano intorno a 10-15 cm, ma sono segnalate catture di esemplari che sfiorano i 30 cm; in Italia non raggiunge comunque tali dimensioni.

Alimentazione:

è specie esclusivamente carnivora: preda larve di insetti, crostacei, uova ed avannotti di pesci.

Habitat:

il Persico sole predilige acque di pianura (laghi e fiumi a corso lento), ma è stata accertata la sua presenza anche in tratti fluviali piuttosto turbolenti dei bacino dei Fiume Chiascio

Comportamento:

il successo avuto da questa specie, nelle acque in cui è stata introdotta, è dovuto alla sua buona capacità di adattamento, alla difesa del territorio ed alle cure parentali fornite alla prole: il maschio, infatti, si prende cura degli avannotti e sorveglia attivamente il nido, difendendolo dagli intrusi.

Distribuzione:

introdotto in Europa dall'America Nord-Orientale come il Persico trota, è ora presente in numerose località italiane. Per l'elevata prolificità e per la predazione esercitata su uova e avannotti di altre specie ha avuto un impatto negativo negli ambienti in cui è stato introdotto e rappresenta un esempio di inquinamento biologico e di cattiva ed irrazionale gestione delle acque, conseguente all'introduzione di specie esotiche.





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